I super cocktail dell'estate con spezie
ed un'esplosione di frutta fresca

I super cocktail dell'estate
con spezie ​ed un'esplosione
di frutta freschissima
di Elisabetta Marsigli
Il grande fascino del cocktail non ha stagioni: è sempre un piacere degustare una delle oltre 70 miscelazioni possibili tra alcolici o analcolici, dietetici o vitaminici, con o senza ghiaccio. Nella stagione calda però, l’ingrediente per eccellenza è la frutta che, insieme a ingredienti freschi può dare il giusto brivido alla serata.

Si parte dall’etimologia
La parola cocktail è uguale in tutto il mondo, ma la sua etimologia non è affatto certa: c’è chi sostiene che derivi dai termini inglesi cock (gallo) e tail (coda) e si riferisca al fatto che nel 1400, nelle campagne inglesi, si beveva una bevanda colorata ispirata alla coda del gallo, oppure che derivi da un termine francese “coquetier” riferito al contenitore per uova che veniva usato a New Orleans per servire i liquori nel 1800, o addirittura dal latino nella distorsione delle parole “aqua decocta”. Il gallo ritorna anche nella leggenda di una nave di ricchi possidenti inglesi che, approdando in Sud America, festeggiò miscelando i liquori europei con i succhi tropicali mettendo nel bicchiere una piuma di gallo. La prima pubblicazione di una guida che proponesse le ricette di cocktail è del 1862 a cura del professor Jerry Thomas che aveva incluso nel suo How to Mix Drinks ben 10 ricette. A differenza delle altre bevande del compendio, i 10 cocktails del professore americano contenevano anche degli amari che stanno tornando di moda in questi ultimi anni.



Il cocktail oggi
Secondo Luigino Bruni, docente dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, noncè apprezzatissimo sommelier professionista e capo barman, proprio in questo periodo è bene puntare su ricette fresche: «Un vero brivido, nonostante le temperature torride, lo regalano tutti i Frozen, cocktails che hanno come base tantissimo ghiaccio frullato assieme ad altri ingredienti. Il frozen che consiglio, “Frozen Mint Daiquiri”, è una variante del modello classico, con lime, rum, crema di menta, menta fresca e tantissimo ghiaccio per una ventata di freschezza e un ciuffo di menta per decorare». Tra i cocktail più famosi, a base di frutta, ricordiamo il Mimosa, spumante e spremuta di arancio, il Puccini spumante e spremuta di mandarino, il Rossini spumante e centrifugato di fragole fresche e il Bellini spumante e, questa volta, centrifugato di pesche. Tra le tante varianti, possiamo considerare anche quella con il caffè, per un drink che disseta e permette di non rinunciare al piacere della bevanda italiana per eccellenza. Non è un cocktail di facile preparazione però, occorre un minimo di esperienza: «Occorrono strumenti del mestiere particolari per una ricetta che esce dal comune - prosegue Bruni - Whisky direttamente al bicchiere e poi caffè e latte emulsionati freddi, un Irish Coffee freddo e il tocco finale dato da una spolverata di cacao».



Cocktail dietetico?
Se però abbiamo troppa paura delle calorie, esistono varianti di cocktail che aiutano a restare in forma senza rinunciare alle gioie di un mix intrigante di sapori. Esistono ricette light, che offrono massimo gusto in poche calorie: il minor apporto calorico lo assicurano i centrifugati di frutta, freschi e gustosi, che rinunciando sia all’alcol, che sappiamo essere ricco di calorie, sia a sostanze zuccherine. Se le influenze caraibiche sono sempre state alla base della preparazione dei cocktail, una novità di questi ultimi anni è stato l’inserimento di spezie ed erbe aromatiche, come racconta con un bel sorriso Laura Ceccacci, barman del Green Bar di Fano che per l’estate 2017 propone una serie cocktail alle spezie: «Abbiamo fatto un lavoro di ricerca su determinate spezie da usare per infusioni alcoliche o per sciroppi».
«Un esempio - continua la Ceccacci - è il cordiale al bergamotto, oppure il gin all’eucalipto, ma la cosa che va di più è un vermouth aromatizzato al caffè etiope, una qualità di caffè molto particolare che dà un sentore di caffè, ma con un’acidità che lega molto bene. Un bere un po’ diverso con la scoperta di sapori che da noi non esistono, condito con molto ghiaccio, ma anche con una gradazione alcolica non elevata, per un bere moderato che faccia gustare i sapori».



I cocktail di moda
Leonardo Spoletini e Danilo Carra sono i due barman dell’Out Off di Senigallia e anche qui l’originalità è di casa: «Il Mojito e lo Spritz sono sempre molto richiesti, ma noi lavoriamo con un’altra tipologia di drink, a base di zenzero, freschi e sodati che ricordano il Moscow Mule che si conferma uno dei più alla moda da qualche anno - racconta Leonardo - Su questa tipologia abbiamo una nostra variante che può andare bene sia come aperitivo che come digestivo al posto di un classico amaro, molto piacevole d’estate: il Mary Pumpkin a base di rabarbaro Zucca. Un infuso alle erbe aromatiche del mediterraneo come rosmarino, timo e maggiorana, con spremuta di lime e rifinito con la ginger beer». Dal Caffè Meletti di Ascoli, Marco Pompili, attuale fiduciario Aibes delle Marche, consiglia un cockatil firmato Meletti: «In occasione della visita in Italia di Brad Thomas Parsons, venuto a studiare gli amari, ho preparato questo M&M, finito sul suo libro “Amaro”, composto da molto ghiaccio, amaro e aperitivo Meletti, gocce di angostura bitter, guarnito da una scorza di pompelmo».

Con il Moscow Mule il successo è garantito
Luigino Bruni consiglia, come cocktail dell’estate il Moscow Mule, un long drink con un tenore alcolico non troppo alto che ne fa la bevanda dissetante per eccellenza, grazie alla nota pungente dello zenzero. Il Moscow nasce nel 1940 in California e fa parte della famiglia dei Buck Cocktail, drink a base di ginger ale o beer, succo di limone e un distillato a scelta. Si pensa che siano derivati o dal Buck Fizz (Champagne e succo di arancia) o dall’Horse’s Neck (ginger ale, angostura e cognac) che in origine era un semplice bicchiere di ginger beer con una buccia di limone. Con l’aggiunta del distillato il cocktail iniziava a “scalciare”, trasformando il cavallo in mulo, da cui il nome di Mule e così il Vodka Buck diventa è divenuto Moscow Mule.
Ingredienti e dosi del “Moscow Mule”: 4,5 cl di vodka, 12 cl di ginger beer, 0,5 cl di succo di lime (o di cedro, non previsto nella ricetta originale, ma altamente consigliato), una fetta di lime, highball glass. 
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Sabato 15 Luglio 2017, 14:33 - Ultimo aggiornamento: 15-07-2017 14:33

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