Pendolari ancora prigionieri sui treni
La tratta Ancona-Roma è un incubo

Pendolari ancora prigionieri
sui treni: Ancona-Roma
la tratta che è un incubo
ANCONA - Due ore e mezzo di ritardo. Lo ha accumulato l’Intercity 541 partito ieri pomeriggio da Ancona alle 15.32 e arrivato a Roma alle 21.32, anziché alle 19.02. Tecnicamente il treno è stato cancellato - con i passeggeri a bordo - a Orte dove gli sfortunati viaggiatori hanno dovuto attendere il treno 9545 da Torino a Orte. «Sai quando parti, ma non sai quando arrivi!». Ormai sembra questo lo slogan dei pendolari marchigiani che, ieri pomeriggio, sono rimasti bloccati improvvisamente all’altezza di Orte per un problema di alimentazione della linea ferroviaria che ha paralizzato i binari sulla tratta Ancona-Roma.

«Siamo stati fermi quasi due ore – ha detto un viaggiatore – poi siamo stati fatti salire su un Frecciarossa, quelli della linea Firenze-Roma. Ne sono fermati quattro prima che uno si fermasse a raccoglierci. Insomma, un’odissea». Partiti da Ancona con l’Intercity 541 poi annullato, sono arrivati nella capitale nella notte quando la tabella di marcia avrebbe dovuto segnare le 18,04. Un pomeriggio di ordinaria follia «perché episodi come questo – ha confidato un macchinista in pensione – accadono spesso».

Tra le cause che ieri hanno portato un treno a fermarsi, nonostante il doppio binario, per circa due ore a Orte, un problema di alimentazione della linea ferroviaria a Settebagni. A rimetterci sono stati non solo le centinaia di persone che avevano scelto di raggiungere Roma con l’Intercity perché l’aria condizionata funziona sempre rispetto ai treni regionali, perché c’è la sicurezza del posto prenotato, ma anche tutti coloro che, dal Lazio, dovevano rientrare nelle Marche. L’Intercity 540 delle ore 15,35 è l’unico treno pomeridiano salvo: è partito puntuale da Roma ed è arrivato ad Ancona con 5 minuti di ritardo. Poi il caos. Il regionale 2326 delle ore 15,58 ha accumulato 22 minuti; il Frecciabianca per Falconara-Ravenna delle ore 17,38 già a Terni aveva due ore e 7 minuti di ritardo. Poco prima delle 20 sarebbe dovuto arrivare a Fabriano e invece era fermo nella vicina Umbria.

«Anche oggi – ha scritto su Facebook un pendolare – arriverò a Pesaro a notte fonda. Lavorare e viaggiare così è diventato impossibile». Il treno regionale veloce 2328 delle ore 18,35 ancor prima di iniziare la sua corsa verso il capoluogo marchigiano aveva 70 minuti di ritardo. Da tempo i pendolari di Ancona, Jesi e Fabriano chiedono un potenziamento della tratta.
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Giovedì 27 Luglio 2017, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 27-07-2017 05:05

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