Olimpiadi, Londra chiude i battenti
Appuntamento a Rio

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L'Olympic Stadium
L'Olympic Stadium
di Deborah Ameri
LONDRA - Dannatamente british, come l’apertura di Danny Boyle. Ma meno colta e più gioiosa. Una festa all’aperto d’estate , una colonna sonora ininterrotta che riporta in vita 50 anni di rock britannico. I Giochi di Londra si chiudono così. In una notte insolitamente tiepida, con il lato più sbarazzino della cultura inglese e lo spettacolare canto del cigno dello stadio olimpico, che ancora una volta diventa vivo e palpitante di luci e proiezioni.

Dove fino a 24 ore prima avevano sudato gli atleti piombano taxi, biciclette, scooter impazziti, camion, impiegati con l'ombrello che avanzano a passo spedito: è il famoso rush hour, l'ora di punta londinese. La cantante Emeli Sandè apre la serata in una magica Londra in miniatura. Ci sono il Tower Bridge, il London Eye, la centrale di Battersea, la cattedrale di St. Paul. E dal Big Ben spunta Winston Churchill che indica il royal box dove arrivano il principe Harry e il presidente del Cio Jacuqes Rogge. Lo stadio diventa una gigantesca bandiera Union Jack. Le luci posizionate in ogni posto a sedere trasformano le tribuna in uno schermo vivente. E "Sinfonia della musica britannica", questo il titolo dello show, entra nel vivo con God Save the queen.

La musica è protagonista. Sfilano i Madness che si esibiscono sopra un tir, i Pet Shop Boys, i giovani One Direction, gli Elbow, George Michael. Un tributo a John Lennon che in un filmato canta Imagine, poi Bohemian Rhapsody dei Queen con la voce possente di Freddy Mercury che riempie lo stadio. Ci sono anche i Pink Floyd, rappresentati dal batterista Nick Mason, sul palco insieme a Ed Sheeren che canta Wish you were here.

Gli scooter invadono lo stadio e la cultura dei Mod torna a vivere. Ancora una sfilata di nuovi e vecchi volti: Fatboy Slim, Jessie J, Tinie Tempah, Taio Cruz (che vengono inseguiti da una gigantesca piovra gonfiabile), Liam Gallagher con Wonderwall. E sul tetto dei taxi, come amazzoni urbane, fanno il loro ingresso le Spice Girls con i costumi degli anni Novanta ma modernizzati dallo stilista Giles Deacon.
Nel palco dello stadio sono scolpite parole dei sonetti di Shakespeare, citazioni di Jonathan Swift e Charles Dickens e un enorme libro si apre alle pagine della dichiarazione universale dei diritti umani.

Gli atleti sfilano tutti insieme, non divisi per nazioni, preceduti dai portabandiera. Il direttore artistico della cerimonia, Kim Gavin, che ha curato il concertone per Diana nel 2007, lo aveva detto: «Ci sono tutti gli ingredienti: il bizzarro, il surreale, il divertente. E' il più grande after party mai organizzato al mondo. Questa è una festa per celebrare il luogo dove siamo». E con 20 milioni di sterline ci è davvero riuscito.

Un party di tre ore con magie e stravaganze, come la macchina volante che accompagna i Muse che cantano l'inno olimpico Survival. Infine il tradizionale passaggio di consegna della bandiera a cinque cerchi che il sindaco Boris Johnson restituisce al presidente del Cio Jacques Rogge che la passa al sindaco di Rio De Janeiro Eduardo Paes. Lo skyline di Rio viene proiettato intorno lo stadio e un danzatore con la scopa simbolicamente spazza via i residui dei Giochi britannici e in un attimo lo stadio si anima per ricreare un carnevale brasiliano con samba, capoeira, costumi spettacolari.

Lo spettacolare braciere dell'architetto Thomas Heatherwick si spegne mentre Darcey Bussell e 300 ballerini del Royal Ballet danzano Spirit of the flame e con gli Who arrivano i fuochi che accendono il cielo di Londra e scrivono la parola fine sulla magia olimpica.

Domenica 12 Agosto 2012

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