Londra, il Settebello con la Serbia per la finale
Vent'anni fa il titolo di Barcellona

I campioni d'Europa non sembrano avere punti deboli. Il ct Campagna: «Siamo cresciuti gara dopo gara, ora vogliamo riprenderci la storia»

Forza azzurri/Settebello con la Serbia per la finale
di Francesco De Luca
LONDRA - Vent'anni ieri. Il 9 agosto 1992 gli azzurri della pallanuoto vincevano l'Olimpiade a Barcellona, battendo la Spagna padrona di casa. Un'impresa. Sandro Campagna, allievo di Ratko Rudic, era in quella straordinaria nazionale. Serve un altro grande colpo a 48 ore di distanza dall'eliminazione dell'Ungheria, che aveva vinto le ultime tre edizioni dei Giochi. Stasera c'è la sfida con la Serbia, campione d'Europa in carica: a Eindhoven, il 27 gennaio, vinse sugli azzurri in semifinale per 12-8. Ma nel luglio 2011 era stata la formidabile Italia a battere gli ex slavi nella finale dei Mondiali di Shangai.

«Dopo quel successo se la legarono al dito. Li abbiamo fatti sfogare agli Europei, ora riprendiamoci quanto ci appartiene», un po' ironico e un po' no è il ct. Ha creato un gruppo di ferro, migliorato partita dopo partita a Londra. «Non è vero che abbiamo deluso nel girone, c'è stata una crescita costante. La prestazione contro l'Ungheria non mi ha sorpreso, conosco bene questi ragazzi». Punti deboli non sembra averne la Serbia, anche se ha sofferto per eliminare l'Australia nel quarto di finale. Il portiere Soro è considerato uno dei migliori al mondo, alla pari dell'azzurro Tempesti, interventi importanti nella partita contro l'Ungheria. Udovicic, lunga milizia italiana sotto le bandiere di Posillipo e Recco, ha classe da vendere, come Pijetlovic, Aleksic e Filipovic. «Un grande attacco, capace di segnare trenta gol in più di noi. Sarà una partita elettrizzante. Ci sono almeno quattro avversari da tenere sotto strettissima osservazione, però ricordiamo che abbiamo anche noi armi di una certa consistenza».

Campagna evidenzia tre aspetti del match contro l'Ungheria da riproporre stasera: «Sono stati mantenuti l'ordine e le posizioni in vasca. E soprattutto sono stati rispettati gli ordini». Partite studiate nei minimi particolari dal ct e dal suo staff (ne fanno parte altri due ex olimpionici, Pomilio e Attolico) non erano state precedentemente interpretate nel modo migliore. «Ha ripreso a funzionare il collegamento tra me, Felugo e i suoi compagni», dice il ct. Felugo è uno dei rappresentanti del blocco Recco con Figlioli, Fiorentini, Giacoppo, Giorgetti, Gitto, Pastorino e Tempesti. È la squadra che ha vinto tutto, in Italia e all'estero, negli ultimi anni grazie agli investimenti economici della famiglia Volpi, che però all'inizio di luglio ha annunciato di ritirarsi.

I ragazzi del volley e della pallanuoto sono riusciti a scacciare le ombre e a centrare l'obiettivo della semifinale, al contrario delle colleghe. «Un peccato che non ce l'abbiano fatta le nazionali femminili», dice Campagna. Mercoledì il presidente del Coni, Petrucci, era apparso molto soddisfatto per le vittorie degli sport di squadra. Lo è anche il ct della waterpolo: «Perché noi diamo un'immagine completa del Paese, con atleti che arrivano da varie regioni: ci identifichiamo di più nella nazione. Fare discorsi sui risultati degli sport di squadra, però, conta poco in questo momento. Dobbiamo concentrarci sulla Serbia e su un match difficile. Sono quelli che vincono a fare la storia e noi non ci accontentiamo». L'impresa, come vent'anni fa, quando tutto sembrava contro Campagna e i suoi fortissimi compagni.

Venerdì 10 Agosto 2012

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