Perugia, scoperta gang del gasolio:
quattro arresti, il capo è un'anziana

Perugia, scoperta gang del gasolio:
quattro arresti, il capo è un'anziana
di Italo Carmignani e Michele Milletti
PERUGIA - L’oro nero non viaggiava a barili, ma in botti. Quelle piazzate sopra gli autotreni cariche per migliaia di litri e destinate alle pompe di benzina e poi alle auto, l’utente finale, quello che paga fino a un euro e mezzo a litro per rifornirsi. In tonnellate, le autobotti pesavano come le altre, ma erano più leggere sul prezzo.



Tanto più leggere da diventare un carico preziosissimo perché faceva guadagnare ai suoi trasportatori anche cinque volte quanto ricavavano gli altri. Il motivo non è complicato, ma semplice, come accedeva (e accade ancora) per le sigarette o tanto tempo fa per l’alcol, l’oro nero, che fosse benzina o gasolio, era di contrabbando, quindi niente tasse. Calcolando che la benzina viene tassata per oltre il cinquanta per cento rispetto al prezzo finale, semplice immaginare il business illecito che ha portato agli arresti quattro persone, ma non il regista della gang. Che era una donna.



Le quattro persone finite agli arresti su richiesta del pm Mario Formisano, per l'esecuzione autorizzata dal Gip e portata a termine dalla Guardia di Finanza, farebbero capo a una ditta la cui sede si trova, secondo indiscrezioni, nella piana industriale di Bastia - Santa Maria degli Angeli.



L’imprenditrice. Mentre la donna, un'attempata imprenditrice di 76 anni, non sarebbe solo una parente stretta di uno degli arrestati, ma anche al vertice dell'organizzazione illegale di contrabbando. Formisano avrebbe chiesto il suo arresto, ma il Gip non lo avrebbe ritenuto utile anche in virtù delle nuove regole appena approvate in materia di misure cautelari.



I controlli. L'indagine, delicatissima e solo all'inizio, probabilmente è partita proprio da un controllo incrociato della Guardia di Finanza. Alle Fiamme Gialle non sarebbe tornato un calcolo semplice: tanto gasolio (o benzina) veniva ceduto e tante poche tasse risultavano pagate. È probabile che gli investigatori abbiamo seguito tutto il viaggio del carburante, dalle raffinerie fino alla destinazione finale. E si guarda soprattutto a Est, orizzonte più compiacente di altri per far arrivare per far arrivare il carburante di contrabbando da queste parti. Il meccanismo, comunque, è ancora al vaglio dell'indagine. Anche se gli arresti danno l'idea di una parte importante dell'operazione già portata a termine.



Se i quattro arrestati facevano parte della parte attiva della gang, molti altri hanno guadagnato bene dal traffico di carburante di contrabbando. Il seguito dell'indagine è ancora aperto e potrebbe riservare sorprese importanti. Da far tremare quanti sono ancora solo iscritti nel registro degli indagati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 25 Agosto 2015, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 25-08-2015 12:11

DIVENTA FAN DEL CORRIERE ADRIATICO