Videosorveglianza e impianti di allarme,
spese detraibili per il bonus sicurezza

Videosorveglianza,
le spese sono detraibili
per il bonus sicurezza
di Vincenzo Malatesta
Le domande per il credito d'imposta vanno presentate entro il 20 marzo all'Agenzia delle Entrate. Benefici fiscali per sistemi di sicurezza e vigilantes
 

Conto alla rovescia per il bonus fiscale per chi vuole difendersi dai furti e dalle aggressioni in casa: vanno presentate entro il 20 marzo all’amministrazione finanziaria le domande per il credito d’imposta in favore delle famiglie che hanno installato sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme o sottoscritto un contratto di vigilanza. Compilare la richiesta per “prenotare” l’incentivo è facile, grazie al software gratuito Comunicazione Vds disponibile sul sito web dell’Agenzia delle entrate (“Creditovideosorveglianza”).
 
Persone e non imprese

L’agevolazione è riconosciuta a chi ha sostenuto nel corso del 2016 le spese per prevenire attività criminali in immobili per uso personale o familiare. I destinatari dell’incentivo sono le persone fisiche e non aziende, società, artigiani o commercianti. Il contributo è ridotto al 50 per cento se i locali sono utilizzati anche per l’esercizio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo. La domanda va compilata online e deve contenere il codice fiscale del richiedente e di chi ha fornito il sistema di sorveglianza o il servizio di vigilanza oltre che la data e l’importo delle fatture dei beni e dei servizi acquistati, comprensivo dell’Iva. È necessario specificare laddove l’immobile è usato anche per lavoro.
 
Credenziali necessarie

La domanda può essere trasmessa soltanto per via telematica. Può farlo direttamente chi ha le credenziali per accedere a Fisconline o Entratel: codice utente, password e pin. Altrimenti bisogna rivolgersi a un intermediario abilitato a trasmettere le dichiarazioni fiscali, vale a dire Caf e professionisti come il commercialista. Si può trasmettere una richiesta sola per tutte le spese sostenute durante il 2016: in caso di più invii è valido l’ultimo, che annulla e sostituisce e i precedenti. Il sistema telematico rilascia una ricevuta che attesta l’avvenuta ricezione.
 
Cumulo escluso

È disponibile per l’operazione un fondo di 15 milioni di euro stanziato dalla legge di stabilità 2016: il provvedimento attuativo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale solo fine dicembre. L’agevolazione viene concessa nella misura percentuale determinata sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse e il credito d’imposta complessivamente richiesto: la quota sarà comunicata entro il 31 marzo con un provvedimento dell’Agenzia delle entrate. L’incentivo non risulta cumulabile con altre agevolazioni che hanno per oggetto le stesse spese in materia di sicurezza.
 
Dichiarazione e compensazione

Il meccanismo del credito d’imposta fa in modo che il bonus nei confronti dell’erario possa essere monetizzato in sede di dichiarazione dei redditi 2016, compilando ad esempio nel 730 precompilato il quadro G o il quadro Ru del modello Unico: si può portarlo in compensazione a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate che individua la percentuale di utilizzo dall’agevolazione anti-ladri. Le persone fisiche che non sono titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono impiegare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi. L’eventuale ammontare dell’incentivo non fruito potrà essere utilizzato nei periodi di imposta successivi senza limiti di tempo.
 
Monitoraggio attivo

I 15 milioni di euro stanziati dalla legge di stabilità sono trasferiti nella contabilità speciale dell’Agenzia delle entrate presso la Banca d’Italia di Roma per consentire la regolazione contabile delle compensazioni effettuate attraverso il modello F24 telematico. Compete sempre all’Agenzia delle entrate recuperare il credito d’imposta quando emerge che il contribuente non è in possesso dei requisiti di legge. Al di fuori di quanto disposto in modo esplicito dal decreto ministeriale, si applicano le disposizioni in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso previste per le imposte sui redditi. Fino a tutto il 2015 i cittadini che volevano installare sistemi di videosorveglianza potevano fruire soltanto della detrazione del 50 per cento relativa alle ristrutturazioni edilizie.
 
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Lunedì 20 Marzo 2017, 08:29 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2017 09:38

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