Esteso il congedo parentale
per figli fino a 12 anni di età

Esteso il congedo
parentale per figli
fino a 12 anni di età
ROMA - Sale di 4 anni l'età dei minori per i quali è possibile assentarsi dal lavoro. In totale 10 mesi se si alternano padre e madre o se c'è un solo genitore
 

Ampliati i periodi entro i quali è possibile per i lavoratori chiedere (in via puramente facoltativa, è una loro libera scelta) i congedi parentali dopo la fine del congedo obbligatorio di maternità. Lo dispone il decreto legislativo 80/2015 in attuazione del jobs act. Modifiche sulle quali è bene intendersi perché  notiamo che si sta creando un grosso equivoco su due aspetti fondamentali: 1) per quanto tempo si può lasciare il lavoro, 2) per quanto tempo si può avere l’assegno Inps.
                                                                                                                                                                        Situazione attuale
 
E' la seguente: anche stavolta il legislatore ha costruito un sistema molto articolato, a prima vista di non facile comprensione.
A – Il tempo entro il quale si possono chiedere i congedi è prolungato di quattro anni. Non più fino agli otto anni del bambino ma fino ai 12 anni.

B – Attenzione, però, non sono modificate le assenze massime esercitabili entro i 12 anni. Segnatamente esse sono di: a) 6 mesi se il congedo viene preso solo dalla madre; b) 7 mesi se viene preso solo dal padre; c) 10 mesi nel complesso se il congedo è alternativamente preso da entrambi i genitori; d) 11 mesi sommati tra i due genitori, se il padre prende per sé come minimo tre mesi, e) 10 mesi se il genitore è solo, nel senso che l’altro non esiste, oppure è deceduto.
Abbinata a questo modifica c’è anche l’altra legata al pagamento della indennità Inps che ora può essere riconosciuto fino al sesto anno di bambino e non più fino al terzo.
 
Indennizzo
 
La legge crea tre diverse situazioni: 1) assegni a tutti; b) assegni ulteriori solo a chi ha redditi sotto un certo importo; c) niente assegni. Vediamo più in dettaglio la materia.

A - L’indennità è pari al 30% della retribuzione dell’interessato ed è riconosciuta – attenzione anche qui – solo per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. Risultato? Si raddoppia il periodo entro cui si può chiedere l’assegno Inps, ma il pagamento non supera mai il semestre.

B -  Se il lavoratore che chiede il congedo ha però un reddito individuale inferiore a 2,5 volte la pensione minima Inps (quest’anno il limite è di 16.311,42euro lordi) sono indennizzati al 30% i periodi: a) ulteriori rispetto ai termine dei sei mesi, b) oppure i periodi tra i 6 e gli 8 anni del bambino.

C -  Restano senza indennizzo i periodi di congedo chiesti e fruiti nell’arco temporale dagli 8 ai 12 anni del figlio, qualunque siano i redditi.
I congedi danno diritto ai contributi figurativi gratuiti per la pensione, sempreché siano presi entro il 12° anno del bambino (o dall’ingresso in famiglia nel caso di adozioni e affidamenti). E possono essere riscattati a pagamento i periodi relativi a congedi temporalmente fuori da un rapporto di lavoro per un massimo di cinque anni, a condizione che al momento della richiesta l’interessato abbia almeno cinque anni di contributi versati per effettivo lavoro.
Innovazioni importanti anche nel ramo dei congedi parentali presi per un figlio con disabilità in situazione di gravità. Anche in questa ipotesi è possibile prenderli  entro il 12° anno del figlio. Tutto ciò vale anche per i casi  di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento. La possibilità di chiedere il congedo  entro  il 12° anno del figlio non modifica la norma per la quale non può superare tre anni il diritto alla indennità economica pari al 30% della retribuzione.
 
 
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Lunedì 24 Luglio 2017, 09:28 - Ultimo aggiornamento: 24-07-2017 12:26

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