Renzi vince le primarie pd: 70.1%, Orlando19,5, Emiliano 10,49. Affluenza di quasi 2 milioni

Renzi vince con il 70%: nuovo inizio
Matteo Renzi vince le primarie Pd con il 70,01% delle preferenze con 1.283.389 voti su un totale 1.848.658. Orlando si attesta al 19,50%, Emiliano resta fermo al 10,49%. ​«Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell'Italia. Avanti, insieme», ha scritto l'ex premier postando su Instagram un biglietto firmato da lui e dal ministro Maurizio Martina prima di tenere il suo primo discorso da vincitore dalla sede Pd di largo del Nazareno, a Roma.

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Quanto all'affluenza è stata di 1.848.658 votanti . «Ancora grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a quanti fino alle ore 20.00 con il loro voto contribuiranno al successo delle primarie. Ringraziamo ancora una volta gli oltre 80mila volontari che stanno rendendo possibile questo importantissimo evento di partecipazione democratica», ha dichiarato la commissione Congresso in una nota. 

Nonostante i timori della vigilia, il flop delle primarie è scongiurato. I numeri sono inferiori al passato (alle ultime consultazioni dem votarono 2,8 milioni di persone) ma fanno comunque esultare Matteo Renzi, vincitore secondo i pronostici. «Una grande festa della democrazia», esulta l'ex leader mentre i rivali Andrea Orlando e Michele Emiliano non si pronunciano in attesa dei dati finali.

La scissione, consumatasi dopo il 4 dicembre, aveva fatto temere un calo dei votanti ai gazebo al punto che i renziani avevano messo le mani davanti annunciando un successo con un milione di votanti. Ed invece, soprattutto nelle città, si sono creati in alcuni momenti file così come non sono mancate denunce e accuse incrociate tra le mozioni rivali.

Nel giorno delle primarie non è mancato l'attacco di Beppe Grillo: «È completamente insensata la polemica sulla 'democrazia dei clic' che sarebbe inferiore alla 'democrazia delle schede di cartà, nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro».
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Domenica 30 Aprile 2017, 13:50 - Ultimo aggiornamento: 02-05-2017 08:48

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