San Benedetto, sequestrata una nave
Società nel mirino delle Fiamme gialle

Blitz della Guardia di finanza
Indagini su una società
Sequestrata una nave
SAN BENEDETTO - Operazione lampo della Guardia di finanza di San Benedetto del Tronto a Vibo Valentia. I finanzieri hanno messo i sigilli ad una grossa imbarcazione di proprietà di una società sambenedettese ora finita sotto la lente delle Fiamme gialle su incarico della Procura della Repubblica. Il blitz è scattato due giorni fa. Il natante, capace di trasportare quaranta persone, è stato posto sotto sequestro dagli agenti della Guardia di finanza della compagnia di San Benedetto.
L’imbarcazione era stata acquistata ed adeguatamente rimodernata a San Benedetto. Successivamente è stato venduta da una società sambenedettese ad un’altra la cui sede operativa si trova a Vibo Valentia, capoluogo marinaro della Calabria. Il dispositivo di sequestro del barcone è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ascoli Giuliana Filippello che ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica Lorenzo Maria Destro. 
Tutto nasce quando la Guardia di finanza, nel ciclico rinnovamento della flotta, procede alla messa all’asta di alcune imbarcazioni a prezzi stracciati. Ecco allora che circa due anni fa un’unità navale vene acquistata al prezzo di appena 3.700 euro da una società sambenedettese che si occupa di tecniche navali. Il titolare la portò in cantiere e, da carretta del mare, la trasformò in una piccola nave capace di essere utilizzata per brevi crociere. Si procedette quindi a sostituire i vecchi motori con altri di ultima generazione per una spesa di circa 140 mila euro, oltre alle eliche del costo di 6 mila euro. Rinnovato anche il gruppo elettrogeno che ha inciso per altri 15 mila euro. A ciò si è dovuto aggiungere la manodopera per l’installazione dei vari pezzi per ulteriori 20 mila euro. Insomma, la società sambenedettese si accollò una spesa ragguardevole, circa 180 mila euro, ma con la previsione di un ottimo affare. Tecnici del settore navale infatti ora stimano che dopo l’ammodernamento il natante abbia un valore di mercato superiore al milione di euro.
Fin qui tutto normale, ma è quello che accade successivamente a provocare la curiosità degli investigatori. Al termine dei lavori l’imbarcazione viene venduta ad una società di Vibo Valentia che opera nel settore della nautica da turismo. Il prezzo è: 4 mila euro, Appena 300 euro più di quanto era stata pagata ma di gran lunga inferiore all’effettivo valore del natante. La società acquirente l’ha poi utilizzata per la tratta di mare fra la città calabra e le isole Eolie. 
Prima che avvenisse il passaggio di proprietà fra le due società capita un imprevisto: la società a sambenedettese incappa in una procedura di fallimento. A quel punto il curatore fallimentare e il giudice competente hanno cominciato a stilare l’elenco dei beni. Ecco che si sono trovati di fronte ad una situazione patrimoniale da chiarire. 
Le indagini 
Sono così scattate le indagini dei militari della Guardia di finanza sambenedettese, coordinate dal dottor Lorenzo Destro, per verificare se l’ammodernamento dell’imbarcazione era stato effettuato ricorrendo alla distrazione di soldi che sarebbero dovuti rientrare a far parte nella massa fallimentare. L’esito di quanto appurato dalle Fiamme gialle ha configurato il presunto reato di bancarotta compiuto dal titolare della società sambenedettese. 
Tra l’altro, le indagini hanno ipotizzato che fra il venditore e l’acquirente del barcone ci sarebbero rapporti di parentela. La nave si trova ora ormeggiata nel porto di Vibo Valentia sotto sequestro in attesa che l’autorità giudiziaria del posto renda noto la decisione di come si dovrà procedere. La competenza del caso spetta alla Procura di Ascoli in quanto il reato è stato consumato a Sa
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Venerdì 2 Dicembre 2016, 08:34 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2016 08:34

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