ROMA (9 marzo) - Gli aumenti dei prezzi dei carburanti sono «del tutto ingiustificati» e il governo dovrebbe intervenire contro le speculazioni: è quanto sostengono Adusbef e Federconsumatori, secondo cui con questi rialzi gli automobilisti pagano, per costi diretti ed indiretti, 171 euro l'anno in più. Le due associazioni ricordano che a gennaio il costo del petrolio si attestava, come in questi giorni, attorno agli 80 dollari al barile, e la benzina era venduta a circa 1,29 - 1,31 euro al litro. Questo dato, proseguono, va aggiornato tenendo contro delle variazioni euro/dollaro, quindi è necessario aggiungere, sul prezzo industriale, un +4%. Alla luce di tale adeguamento, quindi, la benzina oggi dovrebbe costare attorno a 1,32 euro al litro: «La benzina, invece, non solo non è venduta a tale prezzo, ma addirittura aumenta oltre 1,39 euro al litro, con uno stacco di circa 6-7 centesimi rispetto al prezzo a cui si dovrebbe attestare. Se a tale sovrapprezzo si aggiungono gli ormai strutturali 3-4 centesimi di differenza tra la media del prezzo industriale in Europa e in Italia, i centesimi di troppo diventano ben 9-10 al litro».
«Cosa aspetta il governo ad intervenire?» si chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, che propongono l'emanazione di tre decreti: uno per bloccare le speculazioni; uno per istituire una Commissione di controllo sulla doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti rispetto
all'andamento del costo del petrolio; uno per avviare la completa liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, anche attraverso l'apertura della vendita nel canale della grande distribuzione.