Colto da malore in casa dopo cena
Carabiniere muore davanti al figlio

Colto da malore in casa
dopo cena: carabiniere
muore davanti al figlio
di Federica Serfilippi
ANCONA - Ha lavorato prestando servizio come ogni giorno. Finito il turno in caserma, ha salutato i compagni dell’Arma con il solito sorriso che lo contraddistingueva. Mai i suoi colleghi potevano pensare che quella sarebbe stata l’ultima volta che Marco Menichini varcava la soglia del comando dei carabinieri della Legione Marche. Lunedì, attorno alle 22, l’appuntato scelto, 51 anni, è stato stroncato da un arresto cardiaco mentre si trovava in uno degli alloggi di servizio poco distanti dalla Marina Militare di via Cristoforo Colombo. A trovarlo privo di sensi è stato il figlio 14enne.

Nonostante i tempestivi soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare. Ieri mattina, l’ultimo gesto di generosità del militare: il Centro trapianti dell’ospedale di Torrette ha provveduto al prelievo dei tessuti. Originario di Chieti, da almeno vent’anni Menichini si era trasferito ad Ancona per prestare servizio nella caserma di via XXV aprile, dove svolgeva principalmente le mansioni di autista. Appassionato di running, motori e beach volley (era un assiduo frequentatore del Palabeach), si è sempre diviso tra l’amore per la famiglia e la devozione per il lavoro. Un compito, quello verso lo Stato, che ha condotto fino alla fine, non potendo immaginare che la tragedia lo stesse aspettando proprio dietro l’angolo. È avvenuta lunedì sera, dopo cena. Nell’appartamento che gli aveva messo a disposizione l’Arma, c’erano lui e suo figlio. La moglie Cinzia era ancora al lavoro. All’improvviso e senza alcun tipo di avvisaglia, l’appuntato si è accasciato a terra. Nessun urlo, nessuna richiesta di aiuto. Non ha fatto in tempo.

 

È stato il tonfo che ha richiamato l’attenzione del 14enne che subito è precipitato nella stanza dove era caduto il padre. L’ha trovato al suolo, privo di sensi. Una scena choc per l’adolescente, baby centrocampista della U.S Dorica Torrette. Il minore ha avuto il sangue freddo di correre verso la cornetta e lanciare l’allarme. Nel giro di pochi minuti, i sanitari del 118 e i volontari della Croce Gialla sono piombati nel quartiere Piano.

Dopo un lungo iter rianimatorio, il cuore del militare è tornato a battere. Menichini è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Torrette in condizioni critiche. Quando è arrivato, i medici non hanno neanche fatto in tempo a fare i primi accertamenti. Una seconda crisi cardiaca ha strappato il 51enne alla vita. I suoi colleghi erano appena arrivati al nosocomio per stargli vicino. Sono stati loro a dare la tragica notizia agli anziani genitori del militare. E proprio loro hanno organizzato un trasporto notturno per far sì che lasciassero Chieti, dove risiedono, per raggiungere Ancona. Ieri mattina, al Centro trapianti è arrivato l’ok per il prelievo dei tessuti. Per far luce sulla morte del carabiniere, che mai aveva sofferto di patologie cardiache, è stato disposto l’esame autoptico che verrà svolto questa mattina.

Da lunedì sera, le pagine Facebook del 51enne e di suo figlio sono state invase da decine di messaggi di cordoglio. A piangere la scomparsa dell’autista, tutto il corpo dell’Arma: «Una tragedia che ci ha lasciato sgomenti e addolorati - afferma Salvatore Favarolo, generale della Legione Marche -. Lunedì aveva lavorato normalmente e nulla faceva presagire quello che sarebbe successo. Appena abbiamo saputo l’accaduto, siamo andati in ospedale sperando che riuscisse a salvarsi. Menichini era una persona stimata e un ottimo militare. Il vuoto che si sente al comando è notevole. Questo lutto ci lascia senza parole anche perché era uno sportivo e seguiva uno stile di vita sano. Avrà tutti gli onori che gli spettano durante le esequie».
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Mercoledì 31 Agosto 2016, 06:24 - Ultimo aggiornamento: 31-08-2016 15:58

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